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eCommerce: tra servizi di prossimità e alimentari

L’e-commerce è la vendita del presente: chiunque dovrebbe avere visibilità online e sfruttare la potenzialità della rete al meglio per riuscire a superare la crisi e da essa trarne solo vantaggi. I motivi sono tantissimi e ne abbiamo parlato diverse volte.

La comunicazione digitale è capace di influenzare gusti e consumi del consumer finale tanto da far cambiare le abitudini a locali fisici.

Sino a qualche tempo fa era impossibile da pensare: adesso è realtà.  Il consumatore preferisce comprare online anche dal negozio dietro casa. Incredibile forse ma molto reale. Ad  sfruttare il sistema di vendita online, e-commerce, grandi aziende, ultimamente però, spuntano sul web tantissimi produttori locali e negozi di quartiere.

 

La realtà che cambia: eCommerce

In questi mesi i nostri paradigmi sono cambiati improvvisamente:  molti hanno scoperto la comodità di acquistare direttamente da uno smartphone, un computer o un portatile senza dover essere costretti ad orari da rispettare, parcheggi da cercare e quanto altro. L’eCommerce è una delle soluzioni più amate degli ultimi mesi, i motivi sono tanti ma c’è chi parla di semplice classica comodità italiana. Una piccola rivoluzione che vede l’impennata di richiesta di prodotti a disposizione online. L’e-Commerce cambia volto e persino senso diventa di prossimità. Comodo, sicuro veloce. Con esso cambia la logistica.

Consegne: eCommerce e le sue varianti

Cambiando l’e-Commerce cambiano le consegne. Il comparto della logistica in Italia è cresciuto in modo importante ed è grazie alla sua organizzazione capillare e precisa che anche l’emergenza sanitaria appena cessata non ha avuto una tremenda ricaduta sull’economia.

Le spedizioni cambiano:  esse diventano fondamentali per lo sviluppo di un nuovo  modello di business online caratterizzato da una larga parte di ordinativi con tempi di consegna dilatati (anche fino ad 1 settimana) o di quelli che, derivando da un e-commerce locale, possono essere persino giornalieri. Le consegne più veloci (due o tre giorni) sono quelle maggiormente richieste e indubbiamente meglio gestite.

Online: cresce l’eCommerce

Sempre più cittadini si collegano alla rete, tanto è vero che qualche giorno fa sono stati resi noti dati molto interessanti.  Secondo il dottor Liscia, presidente di Netcomm dall’inizio del 2020 al mese di maggio, sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, di cui 1,3 milioni sono arrivati alle piattaforme di acquisto digitale proprio durante l’emergenza sanitaria. In tutto, nel nostro Paese, coloro che comprano online sono ad oggi 29 milioni. Negli stessi mesi dello scorso anno (da gennaio a maggio 2019), si registravano 700mila nuovi consumatori: nei primi 5 mesi del 2020 il loro numero è all’incirca triplicato. Cosa significa questo? Se hai una attività cambia modello di business, punta all’online otterai sicuramente ottimi risultati.
E’ importante cogliere la positività: da una tremenda crisi sanitaria un buon numero di imprenditori italiani è riuscito a cogliere l’occasione di approdare in rete e di riuscire subito a farlo nel modo giusto. E’ infatti chiaro che il canale digitale come strumento  è diventato importante, oggi grazie alla rete si superano tutii limiti Certo, oggi in Italia l’ecosistema della Rete e del commercio digitale è molto fragile ma può dare ottime soddisfazioni se scoperto anche attraverso ai giusti professionisti

L’eCommerce di ultima generazione è differente è quello del sotto casa ed infatti diventa now-commerce. Spesso e volentieri gli ordini arrivano in giornata e nelle app di tantissimi negozi digitali si scoprono opzioni come one hour delivery o consegne same-day sono servizi sempre più diffusi. Le maggiori realtà hanno magazzini di prossimità altri invece sono i classici vecchi negozi di quartiere che hanno cambiato vita diventando altro.  Il now commerce si basa spesso e volentieri su un sistema di  spedizioni green. E’ importante sapere che now-commerce mette al centro l’utente . 

eCommerce: prossimità ed alimentari

Ne abbiamo già parlato: l’eCommerce diventa di prossimità.  Un nuovo modello di business che tende a cambiare completamente l’economia italiana. Le vendite digitali vicine: cambiano il senso del commercio, nasce un modello tutto da scoprire.

E’ nella prossimità che entrano in modo vincente le soluzioni legate al mondo dell’alimentare.

La spesa alimentare online post emergenza sanitaria èd diventata una abitudine irrinunciabile: chi di voi non la fa? Nessuno o quasi.  Se pensiamo alla spesa generica ci si rende conto che tutti o quasi i maggiori supermercati di quartiere offrono la consegna a domicilio, se non sono di quartiere sono di zona.

Negli ultimi mesi arrivano però, sempre con la possibilità offerta dal now commerce online una marea di prodotti alimentari che vengono acquistati con un click ed arrivano a domicilio in poche ore: pesce fresco come verdura, formaggio come vino, il buono dell’Italia, quello che difficilmente troviamo nella GDO direttamente a casa nostra dal produttore. Tornano sulle tavole i veri sapori italiani e questo grazie all’ecommerce di Prossimità.

 

 

Comunicazione digitale e campagna elettorale: vincere grazie alla rete

Da tempo le elezioni le vince chi conosce la comunicazione digitale. Gli esempi sono tantissimi: un pò tutti ormai si conoscono. In Italia la comunicazione digitale viene utilizzata ormai dai partiti ed in genere per le elezioni Politiche, scarsamente conosciuto invece è il potere di una buona comunicazione politica digitale per quanto concerne le altre realtà.

Eppure sempre e comunque da diversi anni i social danno un contributo decisivo alla campagna elettorale.  Può sembrare strano ma in America questo accade da un pò e non solo per gli scontri per le Presidenziali ma per qualsiasi genere di elezione ed allora cosa abbiamo in Italia diverso dall’America? Niente o poco.

Social 1000 fan reali, in 20 giorni. Caso di Studio: La Torre

Essere presenti nei social è una necessità per le realtà locali ed in particolare per chi si occupa di Food and Beverage: cambia il tempo ed i servizi devono essere differenti. In questo mini video sono segnalate delle info interessanti che, se messe in pratica possono cambiare il modello di business.

I Social ben curati fanno la differenza: e la fanno davvero.

Da zero a mille in venti giorni è possibile senza usare l’adv.

Ci avevate mai pensato?

 

Social: FB da zero a mille fan in meno di 20 giorni

Quando i social si sanno gestire bene non è difficile arrivare a dati interessanti ed questo è il caso di La Torre, Ristorante Pizzeria di Oristano.

La Torre è un ristorante pizzeria situato al centro di Oristano, capoluogo di provincia della costa Ovest della Sardegna, l’impresa è da sempre a conduzione familiare. Un ristorante ed una pizzeria conosciuta dai più ma con un target lontano dai social. Sino al primo maggio 2020 il ristorante non aveva nessuna pagina social e la localizzazione su Google era confusa e non gestita.

De La Torre la reputation nel mondo reale è buona: si tratta di un ristorante operativo in città dal 1981. Nel web la situazione è differente: sino a maggio 2020 i canali social non erano attivi. Cosa fare? Provarci.

La Torre ci ha provato e ci ha creduto: digitalizzare è la chiave per ripartire. Nonostante la buona reputazione del reale è necessario avere una ottima presenza in rete.

Che strumenti ha utilizzato La Torre?

  • Facebook
  • Instragram
  • Google Business

Social: per ripartire

Dopo aver sistemato il locale e adeguato le cucine La Torre doveva comunicare la sua riapertura. Un cartello esposto sul marcipiede e dei messaggi inviati ai clienti non potevano bastare: bisognava cambiare la comunicazione con una certa urgenza. La scelta è caduta dove doveva cadere: sui social. Non affidare la gestione a personale interno ma scegliere un professionista. Ed ecco fatto.

  1. Ripulita la reputation Google Business con la moderazione delle recensioni, inseriti orari nuovi ed informative collegate all’emergenza sanitaria. Trend di oltre 1500 visualizzazioni dalla riapertura (18 maggio) al 28 maggio (giorno di pubblicazione di questo post.  Il cliente utilizza Google Maps per localizzare il ristorante e prenotare l’asperto. Oltre 50 contatti dimostrabili: persone che evidentemente non sapevano dove geolocalizzare il locale. Inserimento di informazioni utili: e qualcosa inizia a migliorare.
  2. Creazione Pagina FB: ne parliamo nel paragrafo dopo. Da zero a mille senza acquistare un fan!
  3. Creazione Instagram: è necessario far conoscere il bello del buon cibo.

Facebook: da zero a mille fan reali

Parlo con l’azienda che mi dice ciò che tutti dicono, spesso e sempre: “vogliamo ottenere ottimi dati spendendo poco”. Presento il mio preventivo e viene accettato. Chiedo in cambio un pò di collaborazione

  • Foto vere e reali di piatti del Ristorante Pizzeria La Torre.

Ho seguito questi step e posso dire che da zero a mille non è una mission impossibile: mille è solo il primo step.

Come si sono ottenuti 1000 fan con il minimo investimento in poco tempo?

  • Pagina semplice, chiara e comunicativa
  • Interazione e risposte costanti
  • Condivisione post reali
  • Coinvolgimento

Una pagina Facebook si può promuovere facilmente ed a costi bassi (anche zero) come?

  1. Invitando i propri contatti
  2. Agendo sul locale

La Torre è un ristorante noto: invitare una persona che già conosce la reputazione locale è più semplice da convertire in fan.

La necessità di La Torre era riuscire a far conoscere la riapertura con i nuovi (asporto, servizio ai tavoli contingentato) . Possibile.

E’ stato fatto investendo il minimo su sponsorizzazioni locali: target cittadino. Investimento medio minimo (parliamo di meno di 1 euro al giorno)

Visti così i numeri potrebbero non apparire importanti ma raggiungere copertura di 34.200 persone investendo meno di 20 euro complessive in 28 giorni non è poco. Anzi! In realtà in base al numero dei cittadini registrati su FB possiamo dire di aver raggiunto almeno 3 volte un oristanese con un post senza investire.

Sembra poco? Non di certo.

Local: alla base dei social

E’ la comunicazione local quella che premia: i social devono essere coilvolgenti e coinvolgere, devono essere attrattivi e ben curati, devono essere veri e vivi come il luogo che si vuole far scoprire.

Premiano poi foto e post reali e realistici: avere un prodotto differente sul web e impiattarne un altro può essere veramente pericoloso.

Cosa fare per avere 1000 fan con una spesa minima? Indubbiamente serve un buon prodotto ed al resto ci possiamo pensare insieme!

Il nostro cliente è soddisfatto: ne siamo certi.

Vendere online: farlo con la comunicazione digitale

Vendere online è diventata una necessità, quasi un obbligo persino se si guarda il tutto con uno sguardo attento da osservatori tecnici. A cambiare le abitudini italiane non la rivoluzione digitale, non tecniche di comunicazione ma l’emergenza sanitaria di questi mesi. Da una crisi, ci hanno insegnato, arriva spesso qualcosa di positivo. Senza nulla togliere a ciò che è accaduto ed accade ancora possiamo dire che questa situazione ha spinto le aziende e le imprese italiane ad affrontare al meglio il mondo digitale, ad implementare i servizi e a migliorare la presenza online.

 

Vendere online: come farlo nel modo giusto

I consigli per vendere online possono essere tantissimi. Le strategie di vendita cambiano in base ai prodotti ma alcuni consigli, come quelli illustrati nel contenuto precedente servono sempre. Bisogna sempre partire dall’assunto in base a cui  vendere online è necessario oggi più che mai. La rete è il nuovo mercato da conoscere bene e conquistare.

Gli eCommerce sono i nuovi luoghi d’acquisto: i negozi di cui nn si può fare a meno. Fare  shopping online per tante persone è ormai diventato un’attività quotidiana.

Vendere online con i social

Se sino ad oggi sui social si sono visti solo ed esclusivamente i link esterni di un eCommerce o della pagina Amazon adesso non sarà più così. E’ una novità appena lanciata in USA ma a breve apparirà sui profili di tutti i cittadini europei ed è già subito passione.Si tratta di una entusiasmante ed importante  nuova funzione dedicata alle piccole/medie imprese, chiamata “Shops” o meglio Facebook Shops, semplicemente Negozi di Facebook. Una idea interessante da approfondire e conoscere meglio.

Facebook Shops: per vendere online e social

Se si conoscono le pagine Facebook si conosono alcune delle funzionalità tra cui quella chiamata vetrina. Ecco gli shops non sono molto differenti, infatti è permesso il caricamento dei prodotti manualmente o automaticamente dal proprio sito internet e la loro visualizzazione sulla pagina. Rispetto la vetrina ad oggi gli shops hanno una grafica accattivante e personalizzata, rendono la  user experience molto facile. Poco di più che una vetrina, forse in realtà è cambiato solo il nome: ma shops, negozi, attira di più in un momento in cui l’eCommerce è cresciuto ed ha un impatto immenso nell’economia mondiale.

Il potere dello Shop è  la sua personalizzazione: si potrà in questo modo avere una pagina che potrà addirittura sembrare la fotocopia di un eCommerce, l’esperienza di acquisto sarà facile, social, condivisibile, gradevole e gli acquisti digitali diventano ancora più necessari.  Facebook si candida a diventare un marketplace  anche se per ora si stanno studiando persino i metodi di pagamento, dunque si è proprio agli albori di una nuova era.

Vendere online: tra presente e futuro

Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio eCommerce della Casaleggio Associati,  il 54% delle aziende eCommerce avrebbe visto una flessione di fatturato eppure agli italiani l’acquisto online piace, quasi tutti poi acquistano da mobile. Ad oggi online cresce in modo importante la categoria alimentare, le consegne a domicilio locali o no sono diventate l’opzione migliore per fare la spesa e questo piace moltissimo a tutti, a seguire il comparto salute e bellezza e solo dopo queolo della tecnologia.  Le aziende comunque hanno migliorato i loro affari grazie al commercio digitale. Oggi però bisogna affrontare nuove sfide e bisogna saperlo fare bene. Infatti le aziende hanno necessità di organizzare lo smart working e persino la logistica ma anche l’approviggionamento del prodotto va fatto in modo innovativo e differente. Per riuscire ad avere successo online bisogna ripendare a gestire tutti i canali di comunicazione e farlo nel modo migliore, perchè è dalla comunicazione che nascono ufficialmente le vendite digitali.

Comunicazione digitale: fase due cosa cambia

La fase due è iniziata: la comunicazione deve cambiare.  Un leitmotiv di queste ore. Una costante. Un pò come se chi avesse attraversato la fase uno non sapesse che la fase due implica cambiamenti nella comunicazione, sopratutto.

La crisi sanitaria ha imposto a tutti un cambiamento immediato e rapido: il 90% delle comunicazioni si è spostato sul web. Nel bene e nel male. I giorni passati in casa per la maggior parte degli italiani sono stati supportati esclusivamente dal web e da ciò che comunicava il web.

Comunicazione digitale: tra infodemia e professionalità. Lo stato dell’arte

La rivoluzione digitale in Italia è finalmente iniziata: certo rendersi conto che senza una crisi sanitaria la digitalizzazione sarebbe ancora all’anno zero è tragico, triste e persino comico ma finalmente si inizia a vedere cioè che è il lato bello di un Paese digitalizzato, rapido, veloce ed in fermento.
In questo periodo è chiaro il fatturato è diminuito ma l’imprenditore del presente ha deciso che bisognava finalmente osservare il web. E’ così che è aumentata la voglia di comunicazione digitale e le tante prosposte.
Sappiamo tutti davvero fare comunicazione digitale? Forse sì, forse no. In tanti sì in troppi no.

Comunicazione digitale: tra infodemia e professionalità

Spesso e volentieri si confonde la comunicazione con l’infodemia. Sappiamo di cosa parliamo? No.

Il termine infodemia definisce la circolazione spasmodica e incontrollata di notizie riguardanti un particolare argomento. In questo caso sappiamo bene che l’argomento più gettonato è la crisi sanitaria, il più attuale, ma spesso e volentieri si è parlatro troppo di altro.

In questi giorni sono tanti, troppi, a cadere nella trappola dell’infodemia c’è chi lo fa per mettere in risalto il proprio lavoro e la propria professionalità proponendo persino soluzioni marketing contro la crisi in atto.

Possibile?

Sappiamo tutti che l’economia è strettamente legata all’attualità ma da qui a vendere la propria professionalità usando il termine base del momento ne passa.

Per dirla semplice: nessun professionista della comunicazione in questo tempo ha utilizzato la crisi per vendersi. I professionisti hanno fatto: hanno donato la loro professionalità e non speculano.

Marketing e Comunicazione: dematerializzare. Fase due

Il nuovo mondo è sempre più reale:  digitale oserei dire. Nel corso di questi mesi la Rivoluzione Digitale si è sviluppata sempre di più. Ora le dinamiche di mercato sono cambiate: urge un riposizionamento delle aziende nel mercato e questo riposizionamento passa assolutamente attraverso nuove strategie di marketing che partano dalla rete.

 

  • il 57% delle attività commerciali non hanno un sito web o ne hanno uno non performante. (Un sito non performante è un investimento da non fare esso è inutile)
  • Il 68% di chi ha un profilo social aziendale ma non sa creare la community.

E-commerce e prossimità: nuovo modello di business

Ricostruire è fondamentale: iniziare a farlo adesso è prioritario. La crisi sanitaria di questi mesi ci ha messo dinnanzi ad un dato di fatto: il mercato digitale è molto più sicuro ed è da qui che bisogna ripartire.

Il 2020 potrebbe chiudersi con oltre 80 miliardi di consumi in meno e un Pil in caduta del 9%, stando alle stime di Confesercenti, che analizza come le imprese italiane siano ormai senza liquidità. Dati che ancora non possono essere certi: ma in un solo mese, secondo fonti varie, si sarebbe già perso il 3% di PIL.

La  Confcommercio, poi,  manifestarebbe una forte preoccupazione le chiusure forzate hanno portato immediatamente ad  calo del potere di acquisto calo che continuerà nei mesi a venire.

Social Media Marketing e Digital PR per vendere online

Cresce notevolmente il mondo dell’e-commerce in Italia, negli ultmi mesi le proposte sono raddoppiate ma avere un e-commerce non significa fatturare e vendere bene. Esistono delle azioni necessarie da fare

  1. Posizionamento : Per fatturare e vendere bene serve altro: urge una azione di posizionamento efficace e duraturo sul web che rende parecchio appena il sito riesce ad ottenere una prima posizione per diverse parole chiave. Certo si tratta di un investimento che può essere interessante ed importante ma che ha comunque un immediato ritorno in aumento sicuro e diretto delle vendite, aumento che non è dovuto a sistemi terzi o ad intermediazioni quindi gli incassi saranno nettamente migliori.
  2. Social media: diventa fondamentale. Stando parecchio tempo a casa la socialità si svolge sui social e, anche se può sembrare impossibile è dai social che arrivano maggiori contatti anche per un e-commerce. Avere una pagina social ben curata è una delle migliori soluzioni per chi vuole riprenere a fatturare in poco tempo. In questo particolare periodo è dimostrato che  grazie ai social le vendite del mondo degli e-commerce sono aumentate notevolmente

 

Bonus Pubblicità: crediti di imposta da usare

In questo momento investire in pubblicità è fondametale: è l’exit strategy migliore per uscire dalla crisi. Uscire dalla crisi è possibile e tra le varie interessanti azioni da tenere conto il marketing e la pubblicità sono le migliori. Adesso poi investire nella comunicazione è avere cura della propria community, nei propri clienti, dei propri utenti:  è generare reputation ed io ve lo dico anche se nessuno ci pensa!

Bonus Pubblicità 2020: cosa è

Anche peril 2020 esiste il Bonus Pubblicità. Attenzione però, l’emergenza sanitaria ha cambiato alcuni step di questo interessante ed utile provvedimento ma aziende, società e persino liberi professionisti possono ancora approfittare dell’incentivo.

Se andiamo a leggere all’articolo 98 del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 si nota come viene ritenuto fondamentale  incentivare il settore pubblicitario anche a causa della crisi in cui comunque versa l’economia italiana.