Comunicazione digitale: tra infodemia e professionalità. Lo stato dell’arte

La rivoluzione digitale in Italia è finalmente iniziata: certo rendersi conto che senza una crisi sanitaria la digitalizzazione sarebbe ancora all’anno zero è tragico, triste e persino comico ma finalmente si inizia a vedere cioè che è il lato bello di un Paese digitalizzato, rapido, veloce ed in fermento.
In questo periodo è chiaro il fatturato è diminuito ma l’imprenditore del presente ha deciso che bisognava finalmente osservare il web. E’ così che è aumentata la voglia di comunicazione digitale e le tante prosposte.
Sappiamo tutti davvero fare comunicazione digitale? Forse sì, forse no. In tanti sì in troppi no.

Comunicazione digitale: tra infodemia e professionalità

Spesso e volentieri si confonde la comunicazione con l’infodemia. Sappiamo di cosa parliamo? No.

Il termine infodemia definisce la circolazione spasmodica e incontrollata di notizie riguardanti un particolare argomento. In questo caso sappiamo bene che l’argomento più gettonato è la crisi sanitaria, il più attuale, ma spesso e volentieri si è parlatro troppo di altro.

In questi giorni sono tanti, troppi, a cadere nella trappola dell’infodemia c’è chi lo fa per mettere in risalto il proprio lavoro e la propria professionalità proponendo persino soluzioni marketing contro la crisi in atto.

Possibile?

Sappiamo tutti che l’economia è strettamente legata all’attualità ma da qui a vendere la propria professionalità usando il termine base del momento ne passa.

Per dirla semplice: nessun professionista della comunicazione in questo tempo ha utilizzato la crisi per vendersi. I professionisti hanno fatto: hanno donato la loro professionalità e non speculano.

Navigando sui social si trovano spesso coloro che, con qualche pagina basica, con pochissimi like, sostengono di avere la soluzione in mano, quella giusta, quella anticrisi.

Mai cadere in una simile trappola: nessuno di noi ha la soluzione in mano. Esiste chi è più bravo a comunicare e lo fa in modo professionale o chi invece dietro qualche video tenta malamente di vendersi.

Comunicare digitale è raccontare esperienza

Ognuno hai i suoi metodi, ognuno ha la sua scuola ed il suo sapere, come è noto preferisco restare nell’ambito dell’umano sentire. La comunicazione digitale non può essere fredda e sterile, lo studio dei dati aiuta ed è utile ma quello che conta è comunicare in modo perfetto è qui che entra il gioco l’animo dell’essere umano differente da quello freddo e sterile di un algoritmo. Come fare?

  • L’esperienza è unica ed è personale: raccontare la propria esperienza ovvero la propria professionalità non è semplice ma è necessario imparare a farlo. E’ qui l’unicità della propria comunicazione digitale e spesso quella del brand stesso. Si può fare con un video, con delle slide o con dei post ma si deve fare.
  • Esperenziale non è informativo: raccontare una esperienza, la propria non è informare ma è regalare qualcosa di emozionate, emozionale ed emotivamente coinvolgente. Può essere relativo alla propria esperienza o al proprio lavoro ma è qualcosa di differente, non sterile, non uguale, non ripetibile.

Comunicare digitale è non temere la concorrenza

Nel digitale lo spazio è ampio: temere le concorrenza non è bene. Ogni professionista del web ha una propria peculiarità, un proprio metodo, le strade per portare al successo un piano di comunicazione digitale sono si standardizzate ma sino ad un certo punto ed allora ecco che diventa basilare non temere la concorrenza dei tanti, troppi, personaggi e personaggetti (cit) che invadono i social proponendo e proponedosi per uscite magiche dalla crisi. Non esiste nessuna bacchetta magica se non quella dell’esperienza.ìQuesto è un dono che pagherai con il tuo tempo.

Informare, incursiosire e regalare tips è la strategia migliore da mettere in campo con una unica certezza: dare significato alla propria esperienza donando le informazioni acquisite, ma mai regalare gratis il proprio bagaglio esperenziale.

Marketing: parte della comunicazione digitale

In genere quando di pensa al marketing si pensa ad argomenti vari, a persone simpatiche capaci di vendere la qualsiasi, a guru iperpagati e ad altri strani figuri dai poteri magici.

Il marketing invece è tutt’altro è trovare la strategia migliore per differenziare la comunicazione di un prodotto e renderlo speciale attraverso la narrazione. E’ prevedere ostacoli e dubbi, è avere una vision tecnica ed al contempo creativa il marketing non è solo ed esclusivamente vendere ma è anche generare cultura.

Strano vero?

Spesso e volentieri quando ci si rivolge ad un professionista si chiede di vendere dei prodotti e  non di comunicare i prodotti. Un errore. Un errore dovuto ad tanti soggetti che, in realtà, vendono i loro saperi ed le loro conoscenze. La cultura di ognuno degli specialisti del marketing è differente, ma in ogni caso va pagata proprio perchè è quella che può rendere un prodotto straordinario.  Investire in un buon piano di comunicazione è fare del buon marketing. Il marketing, è da ricordare, è solo una parte della comunicazione digitale, la parte principale forse ma non l’unica. 

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ELE

Nata nel cuore della Sardegna, qualche giorno fa. Based in Sardinia a qualche chilometro dal mare della costa Ovest. Guardare il mare: superarne le frontiere. Una mission resa possibile dalla rete. Curiosità, passione ed amore per la comunicazione mi rendono una professionista capace e combattiva

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